Rimborso pensioni, ecco quanti soldi (e a chi) verranno restituiti

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Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ieri ha annunciato che il governo pagherà solo 2 miliardi, sui complessivi 18 dovuti, per il rimborso ai pensionati che hanno subito per due anni il blocco della rivalutazione dei loro assegni. Il premier, intervistato su Raiuno, ha dichiarato che l’esecutivo interverrà oggi, garantendo però la restituzione di soli 500 euro a 4 milioni di pensionati. «Scriveremo – ha detto Renzi – una nuova norma rispetto al blocco dell’indicizzazione che restituirà in tasca a 4 milioni di italiani 500 euro a testa. Quanti pensano che sia un bonus per le elezioni non potranno dirlo perché» la misura una tantum verrà data «dal 1 agosto». «Ovviamente – ha poi aggiunto il capo del governo – non è un rimborso totale che sarebbe di 18 miliardi. Significherebbe tagliare la scuola, il sociale e le strade».

 

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RIMBORSO PENSIONI, ESCLUSE 1,2 MILIONI DI PERSONE –

Nel 2012 il blocco della rivalutazione delle pensioni  ha riguardato complessivamente 5,2 milioni di pensionati, quelli con un assegno superiore a tre volte il minimo, 1.443 euro lordi. Oggi sarebbero dunque circa 1,2 milioni i pensionati tagliati fuori dal rimborso del governo. La restituzione riguarda chi percepiva un assegno compreso tra 3 e 6 volte il minimo (2.886 euro lordi nel 2012). Come spiega Enrico Marro sul Corriere della Sera:

Nel 2012, secondo i dati del Casellario centrale delle pensioni, il blocco biennale della rivalutazione ha colpito 5,2 milioni di pensionati che prendevano più di 3 volte il minimo, cioè 1.443 euro lordi. Se oggi il consiglio dei ministri approverà la proposta di Matteo Renzi, un parziale, parzialissimo rimborso verrà dato, con la pensione di agosto, a coloro che hanno un trattamento complessivo (l’indicizzazione si applica sull’insieme delle pensioni percepite) superiore a 3 volte il minimo e fino a 3mila euro lordi (6 volte il minimo). Si tratta di circa 4 milioni di pensionati, mentre 1,2 milioni non riceverà nulla.

RIMBORSO PENSIONI, SOLDI A CHI PERCEPIVA NEL 2012 TRA 1.500 E 3MILA EURO –

La cifra di 500 euro che verrà rimborsata ad agosto è da intendersi come un valore medio: chi nel 2012 percepiva una pensione pari a 3 volte il minimo riceverà meno di 500 euro, a chi invece riceveva una pensione pari a circa 6 volte il minimo verranno restituiti più di quella somma. La cifra è da intendersi al netto delle tasse. Per coprire la nuova uscita il governo ricorrerà al tesoretto di 1,6 miliardi ed altri soldi da trovare nelle pieghe del bilancio. Il governo ha deciso di minimizzare l’impatto sui conti pubblici. Scrive ancora Marro sul Corriere:

Potrebbero esserci tre fasce di rimborso: fra 3 e 4 volte il minimo, Fra 4 e 5, fra 5 e 6. I 2 miliardi (500 euro in media per 4 milioni di pensionati) rappresentano circa un quinto rispetto agli 11 miliardi di spesa netta (15 miliardi al lordo delle tasse, che diventano 18 proiettando la spesa sul 2016), secondo le tabelle consegnate dal viceministro dell’Economia, Enrico Morando, in Parlamento per illustrare il costo dell’applicazione della sentenza della Consulta se si fosse deciso di dare tutta la mancata indicizzazione a tutti gli aventi diritto. Cinquecento euro in media sono davvero pochi rispetto a rimborsi pieni che avrebbero dovuto oscillare fra 1.500 e 3.000 euro netti. I ricorsi alla magistratura sono certi.

Il gap tra soldi che verranno restituiti e importi attesi è ampio. Secondo le simulazioni del Corriere un pensionato che a fine 2011 percepiva un assegno di 1.500 euro dovrebbe ricevere come rimborso per il blocco della rivalutazione nel biennio 1.677 euro lordi, 1.376 netti. Un pensionato che percepiva invece 1.700 euro al mese dovrebbe ottenere un risarcimento di 1.846 lordi, 1.477 netti. Chi a fine 2011 riceveva 2mila euro lordi avrebbe diritto oggi a 2.173 euro lordi di rimborso, 1.739 netti. Infine, chi aveva una pensione di 2.200 euro lordi, dovrebbe ricevere 2.159 euro lordi, 1.790 al netto dell’Irpef.

(Foto di copertina: Ansa / Angelo Carconi)

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