Il 30 giugno avremo un minuto da 61 secondi: colpa del secondo intercalare

Secondo intercalare, tocca a te. Nella notte tra il 30 giugno e il 1° luglio, esattamente alle 23:59, avremo un minuto, l’ultimo, fatto da 61 secondi invece che 60: il motivo è prettamente scientifico.

SECONDO INTERCALARE

Si tratta infatti di un aggiustamento artificiale, una sincronizzazione resa necessaria dall’adattamento del tempo coordinato universale (Coordinated Universal Time UTC) all’ora naturale che, regolata dalla rotazione terrestre, ogni giorno subisce un rallentamento di due millesimi di secondo circa. Dal 1961 si sono rese ‘inevitabili’ più di 30 ritocchi agli orologi: a deciderli di volta in volta (non c’è una regola fissa, la media è di uno ogni 18 mesi) è lo IERS – International Earth Rotation and Reference Systems Service – un organismo responsabile della realizzazione e del mantenimento di vari sistemi internazionali di riferimento nato nel 1987 per decisione dell’Unione Astronomica Internazionale e dell’International Union of Geodesy and Geophysics. Ogni sei mesi lo IERS redige un bollettino in cui si annuncia o meno la necessità del secondo di correzione (leap second in inglese). Il suo utilizzo ha animato un ampio dibattito nella comunità scientifica internazionale e nel 2012 si pensò anche a superare questo tipo di intervento; nello stesso anno infatti alcuni server e sistemi informatici risentirono del secondo intercalare mandando k.o. colossi del calibro di Linkedin, Mozilla e FourSquare.

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Secondo intercalare
SERGEI GAPON/AFP/Getty Images

Photocredit copertina ANSA/GIUSEPPE LAMI

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