Oussama Atar è la mente degli attentati di Parigi e Bruxelles

08/11/2016 di Boris Sollazzo

OUSSAMA ATAR MENTE DEGLI ATTENTATI DI PARIGI E BRUXELLES –

E’ stata individuata la mente degli attentati terroristici di Parigi e Bruxelles, i sanguinosi attacchi dell’Isis all’Europa nel cuore della capitale francese e nell’aeroporto della capitale belga: è Oussama Atar.

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Già ad agosto era stato identificato come una delle menti di quella strategia della tensione globale sulla direttrice franco-belga, ora le autorità dei due paesi – e in particolare quelle facenti capo ai servizi antiterrorismo belga – avrebbero identificato Abou Ahmad, il nome di battaglia del capo delle cellule del complesso di entrambi gli attacchi, proprio nel 32enne franco-marocchino.

L’identificazione sarebbe avvenuta grazie alle indagini e al riconoscimento operato da uno dei sospetti attentatori superstiti arrestati, sarebbe lui l’uomo a cui sarebbe stato sottoposto il piano di attacco a Bruxelles e sempre lui avrebbe reclutato i due kamikaze irakeni che arrivarono tardi a Saint-Denis e si lasciarono esplodere, causando, fortunatamente, durante Francia-Germania, solo ed esclusivamente la propria morte.

Sarebbe inoltre il cugino dei fratelli El Bakraoui, i due giovani rapinatori di banche (ne assaltarono una a colpi di kalashnikov nel 2009) divenuti fondamentalisti e infine soldati dell’Isis: loro assaltarono aeroporto e metro di Bruxelles. Khalid e Ibrahim, nient’altro sarebbero appunto che parenti di Atar e da lui sarebbero stati plagiati (Khalid, peraltro, è il “famoso” terrorista che rubò l’identità a un ex giovane giocatore dell’Inter). Sarebbe inoltre cugino anche dei fratelli Benhattal – una bella famiglia, non c’è che dire – che prevedevano di farsi esplodere durante una partita dell’Irlanda a Euro 2016.

La notizia, Le Monde, l’aveva già in verità “scoperta” e diffusa a metà agosto, mettendo però Oussama Atar tra i sospettati di essere una delle figure apicali delle cellule terroristiche coinvolte negli attacchi. Ora invece, unendo al suo viso il suo nome di battaglia, il suo ruolo ne uscirebbe rafforzato, e sarebbe sempre lui l’uomo che dalla Siria avrebbe condotto l’operazione e sviluppato la visione di una strategia della tensione europea dell’Isis.

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