I Medici: La presentazione con il cast “È il rinascimento dell’audiovisivo italiano, siamo orgogliosi”

(a cura di Maira Vista & Thomas Cardinali) – La conferenza stampa della nuova serie di Rai 1 che è già stata venduta in tutto il mondo. Oltre ai produttori, al regista Sergio Mimica-Gezzan e lo showrunner Frank Spotniz  presenti anche Skin, autrice della sigla, e il cast italiano ed internazionale.

Luca Barnabei, produttore televisivo, durante la conferenza stampa del nuovo show di Rai Uno “Medici – Masters of Florence” ha introdotto la conferenza stampa dalla splendida cornice del salone dei 500 di Palazzo Vecchio a Firenze:

“Oggi attraverso i prodotti internazionali è possibile portare al di là dei confini la nostra  immagine. Questo investimento è partito con ‘Medici’ ma riguarda anche il nostro futuro. Questo progetto è partito con il coraggio della Lux Vide che da anni ha un rapporto di co-produzioni internazionali con la Rai. Ormai il mercato ha una produzione globale, non ha più una dimensione europea. Siamo in competizione con le serie internazionali, così abbiamo messo insieme il meglio del talento internazionale e quello italiano.”
 
Continua Luca Bernabei: “Frank Spotniz è lo showrunner di Medici ed è famoso per esserlo stato anche in ‘X-Files’ e ‘The Men in the Hight Castle’. Frank ha costruito un grande romanzo con una forte presa narrativa. Il regista è Sergio Mimica-Gezzan, ma anche il cast è internazionale con il premio Oscar Dustin Hoffman e gli altri attori. C’è l’eccellenza del cinema e dell’artigianato mondiale in questo progetto. La colonna sonora è stata realizzata da Paolo Buonvino e con il talento di Skin. Nel mercato globale la competizione è molto forte, noi vogliamo scegliere dei prodotti con una propria identità che rendano la nostra storia in un racconto. Con I Medici diamo inizio al rinascimento dell’audiovisivo italiano” 

Godetevelo perché è veramente da brividi e pelle d’oca:

“La prima gioia è stata quella di lavorare con Paolo Buonvino – prende la parola Skin – un grandissimo compositore che da tutto: la sua anima e il suo cuore. È stato davvero importante averlo come modello d’ispirazione. Ad entrambi piace lavorare ma ci piace anche il cibo italiano. Il progetto è stato molto complesso, dovevamo mettere insieme qualcosa di antico e nuovo. Il Rinascimento è un qualcosa che ancora vediamo nei nostri cuori, questi dipinti anche se antichi hanno ancora un’influenza sul mondo contemporaneo. Sono molto contenta”.

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“Speriamo che Medici ci faccia tornare orgogliosi di essere italiani, siamo in questa sala che ha fatto la storia. Abbiamo coinvolto Frank Spotniz che ha avuto la capacità di non costruire un biopic, ma ha creato una storia coinvolgente. La regia di Sergio ci ha dato un taglio fortemente internazionale. – spiega Luca Barnabei – Con il costumista abbiamo voluto creare un look dei Medici, vestiti quasi come banchieri londinesi con dei blu, grigi… dei costumi molto moderni. Abbiamo dato un senso profondo di modernità a questa storia.”
“C’è un aneddoto che vorrei raccontarvi: le scale di questa sala le abbiamo salite accompagnati da Sergio, Frank e dal sindaco di Firenze. Frank ha chiesto al sindaco perché gli scalini fossero così bassi e lui ha risposto che a quel tempo anche i cavalli salivano le scale. Ad un certo punto, nella serie, c’è una scena in cui Cosimo viene imprigionato e raccontiamo come Contessina, la moglie, entrò nel salone con il suo cavallo per difendere Cosimo ed impedire il voto della sua messa a morte. E’ stato divertente”.

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“Non sapevo niente dei Medici quando mi avevano proposto questo progetto, – interviene Frank Spotniz – quando mi è stato chiesto se fossi interessato a raccontare la storia dei Medici, sono stato costretto ad ammettere che il dramma storico, di solito, non mi appassiona. Perciò la prima domanda a cui ho dovuto rispondere è stata: come posso rendere questa storia interessante per me? Più cercavo informazioni e più ne restavo affascinato. Ciò che ignoravo è che i Medici avevano usato la loro ricchezza per creare opportunità senza precedenti per la gente comune. Prima di loro, chi nasceva povero, restava povero. Abbiamo deciso di introdurre l’assassinio di Giovanni de Medici inserendo un mistero che Cosimo e Lorenzo dovevano indagare, creando dei “sospetti”.

Lo showrunner Frank, una persona di grande spessore e intelligenza ringrazia per questa opportunità:

“Per me è veramente incredibile essere seduto a palazzo Vecchio, è un sogno che è iniziato con Luca Bernabei, Lux Vide e la Rai. Una serie così non è mai stata fatta. Luca mi disse che voleva mostrare il meglio dell’Italia ed è quello che ha fatto a tutti i livelli. Devo dare credito a questo Paese che è incredibilmente ricco, voi italiani date troppo per scontate le meraviglie di questo paese ma noi stranieri le vediamo con i nostri occhi e le apprezziamo. Il potenziale di questa cultura non ha pari”.

Qual è stata la tua esperienza italiana Sergio?

“Opportunità come queste arrivano soltanto una volta nella vita, quando ci si trova un’offerta del genere a cui nessuno ha partecipato prima è incredibile. Volevo fare parte di questo. Non è soltanto un’idea astratta,  parlandone anche con Richard Madden, lui ha avuto l’idea di dare il denaro giusto. Quest’uomo, Cosimo, doveva uscire dall’oscurità. Avere Dustin Hoffman come un padre austero e severo,  una figura autoritaria che lo ha accompagnato per tutta la sua vita è stato interessante. Questa è la chiave del dramma, abbiamo cercato di capire un uomo come Cosimo, di cosa egli abbia passato e di come abbia creato tutto ciò. Lui ha dato vita al mondo che ci circonda oggi”.
“Non dimentichiamoci Dustin Hoffman, – sorride Barnabei – non dimenticherò mai quando ci siamo ritrovati a leggere il copione assieme. Eravamo seduti attorno al tavolo con una leggenda del cinema e della televisione”.

Guido Caprino interpreta Marco Bello, il fratello acquisito di Cosimo. Che cosa fai tu per Cosimo?

“Cosimo deve uscire da un’ombra, è necessario uscire da questo gioco. Servono personaggi che stiano nell’ombra e Marco Bello è uno di questi. In questa stanza sarebbe nascosto dietro ad una statua ad ascoltare. Per Cosimo prova devozione, introduce il tema fondamentale di un’amicizia profonda. Quello che mi piace di questo personaggio sono i suoi sogni, è un mix tra Grillo Parlante e Mr. Wolf. Ci tengo a ringraziare Rai, Lux, Sergio che ci ha messo in condizione di lavorare nelle condizioni migliori. È raro trovare un gruppo di attori di questo livello”.

Annabel Scholey, tu sei la moglie di Cosimo. Qual è stato il tuo rapporto con un uomo complesso?

“Mi sono innamorata del personaggio il secondo giorno che ho letto il copione. È la prima volta che vedo questo personaggio descritto in questo modo. Contessina ha un carattere forte che mostra attraverso un amore profondo per Cosimo. Frank, lo showrunner, le ha consentito di condurre Cosimo fuori dall’oscurità. È veramente stata in tutti gli episodi e a 39 anni si rende conto che ci sono cambiamenti nel matrimonio”.

Il rapporto di Cosimo con Miriam stava per cambiare la storia del mondo?

“Grazie per avermi parlato dopo la moglie. – sorride Miriam Leone – Essere qui e potervi parlare dall’Italia è incredibile. La luce è bianca anche nel nome del mio personaggio. È un momento simbolico nella vita di Cosimo, è un amore puro per una donna che viene dal niente. Ha un grande calore umano, riporta Cosimo alla realtà con una frase bellissima. Io vi faccio spoiler e vi dico che si lasceranno per la fortuna di Contessina”.

Alessandro Preziosi, è intenso il rapporto tra Cosimo e Brunelleschi?

“È come il rapporto che ho con voi produttori. – prende la parola Alessandro Preziosi – Abbiamo costruito questo personaggio con Sergio e Alessandro Lai, Brunelleschi era l’estensione della vena artistica verso il bello di Cosimo. Il mecenatismo diventa una forma di liberazione, la voglia di creare e di costruire il bello. Il bello in termini ingegneristici, prospettici. I diritti di immagine di quello che ha costruito Brunelleschi sono ancora sotto i nostri occhi, eterni come i testi di Shakespeare. Questo connubio tra loro due prega l’ignoranza di fronte ai nostri occhi. È uno dei momenti più belli da italiano aver vissuto pensando a tutto questo”.

Valentina Bellè tu sei quella che spinge Piero ad andare contro la famiglia. È la madre di Lorenzo il Magnifico e di altri sei figli?
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“Lei sostiene il marito Piero, sposando lui sposa la causa dei Medici. Questo mi ha molto colpito, una donna che mi ha insegnato molto. La determinazione. Queste donne lasciavano tutto per la gloria dei Medici, per la casata. È una Lucrezia giovane e quindi un po’ troppo esuberante, mi è piaciuto molto interpretarla. Ringrazio la produzione e i miei colleghi, si è creato un gruppo meraviglioso e sono contentissima di aver lavorato con attori inglesi come Annabelle”.

Sarah Felberbaum interpreta Maddalena, te sei una madre sorpresa per Cosimo?

“Io interpreto una schiava che viene data a Cosimo durante l’esilio Veneziano. Ho potuto creare un bel personaggio di cui si sa molto poco, con Sergio abbiamo creato una donna forte e orgogliosa. È una schiava e non una donna libera, ma riporta Cosimo a tutto quello che era prima di incontrare Contessina. Lo riporta alla sua grande passione per l’arte, una leggerezza che ha abbandonato con sofferenza. È un bellissimo personaggio femminile quindi ringrazio Sergio e sono molto orgogliosa di fare parte di questo gruppo di lavoro. Quindi ripeto che per me è veramente un onore”.

Steven Waddington per quanto riguarda il personaggio del Papa, come hai interpretato questo ruolo che non è tra i più positivi?

“Il papa non parla, tra un po’ ci sarà un altro papa, quello di Jude Law. Sono stato fortunato perché avevo già lavorato con Sergio ed è stato un onore fare il provino. Ho cercato di usare delle fonti, recuperare del materiale. Si vede in azione in questo primo episodio”.

Prende la parola Alessandro Sperduti che spiega:

“E stato un onore far parte di questo progetto interpretando un personaggio che ambisce all’accettazione del padre, vorrebbe essere come lui, ma il padre non lo permette perché in un certo senso vuole proteggerlo. Ha un matrimonio combinato pieno d’amore, ho affrontato questo viaggio conoscendo Piero De Medici in tutta la sua forza e le sue insicurezze. Ringrazio Sergio per avermi accompagnato in questo cast meraviglioso”.

Qual è la cosa che ti ha affascinato più di tutte nello sviluppo della storia?
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Frank Spotniz: “Mi ha affascinato il sacrificio dei figli per realizzare la visione del proprio padre. Questo vuol dire che generazione dopo generazione hanno servito un’idea più grande di loro. Mi ha colpito anche l’idea che bisogni fare qualcosa di male per fare del bene, Cosimo davvero crede che ci sia un prezzo da pagare per i peccati e si sente quanto soffra commettendoli comunque. La performance degli attori è stata fantastica, grazie a Sergio non ho mai visto un regista che potesse ispirare così tanto gli attori. Lo abbiamo visto sin dal primo giorno con Dustin Hoffman e questo si vede nella serie”.

 

“La serie è stata girata interamente in luoghi veri, il pubblico si stupirà nel vedere la nascita di Santa Maria del Fiore. C’è stata la volontà di restituire al mondo la bellezza Toscana, girando addirittura nel Battistero. Questo è un valore importante. Questo sarà un piccolo contributo per far vedere al mondo quello che i Medici hanno fatto”.
“Lavorare con Dustin è stato speciale, – termina Sergio Mimica-Gezzan–  ha portato qualcosa nella disciplina e nella recitazione che ora non esiste più. Sono cresciuto con i suoi film. Se non li avessi visti sarei una persona diversa. Vedere alcune cose ti cambia la visione del mondo, quando è arrivato lui ci siamo tutti ritrovati in una stanza. Ci siamo resi conto che stavamo innalzando tutto il progetto ad un livello più alto. Alla fine sono convinto, soltanto Dustin potrebbe dirlo, che alla fine abbia fatto veramente suo padre, il padre di Cosimo e questo ha aiutato molto anche Richard. C’era qualcosa di autentico ed irreale”.

 
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