Non si ruba a casa dei ladri: “American Hustle” alla carbonara per i Fratelli Vanzina

Dopo pochi mesi dall’uscita del loro Miami Beach ritroviamo i Fratelli Carlo e Stefano Vanzina nel loro nuovo lungometraggio Non si ruba a casa dei ladri, presentato oggi alla stampa romana

Li avevamo lasciati in vacanza a Miami, ora li ritroviamo tra Roma e Zurigo per il loro ultimo Heist movie da loro definito un American hustle alla carbonara, ipotetica chiusura di una trilogia sul mondo delle truffe, dei truffati e dei truffatori, dopo I mitici-colpo gobbo a Milano e In questo mondo di ladri.
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Antonio si vendica di Simone, politico disonesto che ha mandato in rovina la sua impresa di pulizie. Inizialmente vorrebbe soltanto denunciarlo, ma poi, conoscendo l’Italia, un paese nel quale l’iter della giustizia è lunghissimo e incerto, decide di vendicarsi in un altro modo: scopre che il suo nemico ha nascosto in una banca svizzera i proventi delle sue malefatte e decide di organizzare un colpo per riprendersi quello che gli è stato rubato. Una grande truffa ai danni di un disonesto della politica. Per compiere questa impresa, Antonio mette su una piccola banda, formata da non professionisti i quali hanno in comune una sola cosa: anche loro sono stati truffati dalla politica corrotta.
Un’armata Brancaleone della truffa che, seppur disomogenea e raffazzonata, riesce tramite intenti comuni nell’impresa: truffare il nemico, quel politico corrotto che ha loro causato tante disgrazie e ha rovinato la loro esistenza; ma un finale imprevisto farà emergere la reale natura dei comportamenti umani, come nella più classica commedia all’italiana.
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Il film è ben scritto e recitato, scorre via liscio e le volgarità, seppur i protagonisti principali siamo parecchio veraci, “romani de roma”, “c’avemo casa dentro er raccordo, nun semo burini”,sono ridotte al minimo ed essenziali allo svolgimento della narrazione, mai fuori luogo. La struttura della commedia, con poli contrapposti: il ricco e il povero, il buono e il cattivo, il romano versus il napoletano, il truffatore e il truffato, che poi si cambiano i ruoli, sono schemi classici e sempre funzionali alla buona riuscita di una commedia e questa volta funzionano alla grande, sapientemente mescolati e bilanciati sia in fase di sceneggiatura che equamente distribuiti nella narrazione filmica.
Gl attori sono ben diretti, il copione è efficace e l’effetto sul grande schermo si vede. Alla solita combriccola di attori fedelissimi del regista romano, come Massimo Ghini, Maurizio Mattioli e Vincenzo Salemme stavolta si sono uniti anche Stefania Rocca, Manuela Arcuri (di nuovo al cinema dopo oltre un decennio), Ria Antoniu, Teco Celio, Ralph Palka, Lorenzo Balducci e Liliana Vitale nel formidabile ruolo della Zia Titina, un’interpretazione memorabile che rimmarrà per sempre uno dei personaggi iminori più rusciti dell’universo vanziniano assieme a “Il zio” interpretato da Max Tortora in Un matrimonio da favola.
Stracolmo di riferimenti ai maestri del cinema italiano, da Scola a Monicelli, da Germi a Risi, passando per il cinema internazionale, primo tra tutti Hitchcock, il film condito da ottime battute e scene memorabili è pronto ad affrontare un pubblico ampio e ben variegato, non solamente romanocentrico e gli esercenti che ospiteranno il film mnelle loro sale possono dormire sonni tranquilli.
Roma, 28 ott. (askanews) - Politici corrotti, avidi intermediari d’affari, gare d’appalto truccate, mazzette: il nuovo film dei fratelli Vanzina “Non si ruba a casa dei ladri”, nei cinema del 3 novembre, prende spunto dalle quotidiane cronache di corruzione e le trasforma in farsa. Massimo Ghini è un faccendiere disonesto, che, truccando una gara d’appalto, manda in rovina un imprenditore onesto, interpretato da Vincenzo Salemme. Quest’ultimo, insieme alla moglie, interpretata da Stefania Rocca, organizza allora un colpo per mandare fallito il rivale. “Da uno spunto drammatico si può fare una buona commedia. – ha affermato Carlo Vanzina – Abbiamo sviluppato il racconto partendo dal punto di vista di un cittadino onesto, mandato sul lastrico da giochi di potere politici, con cui uno spettatore si può identificare”. In una Roma dove regnano malaffare e corruzione Ghini e Manuela Arcuri interpretano la coppia di burini arricchiti senza remore, mentre il napoletano Salemme è l’uomo schiacciato dal malcostume, di fronte al quale non esiste nessun tipo di argine. “Questo non è un film su Roma, ma sulla parabola della natura umana. – ha affermato Salemme - Napoli è stata vissuta per anni come un fatto di cronaca, ora si parla di Roma, ma la corruzione dell’animo umano non c’entra niente con la città”. Carlo Vanzina è d’accordo: “Questo film, come tanta commedia all’italiana, è proprio sull’animo umano, corruttibile, che ondeggia. Spesso anche se vuoi fare il tuo percorso sei comunque tentato da ciò che ti circonda, da ciò che è orrendo intorno a te, come rubare” ha detto.
I Vanzina stavolta, dopo alcuni mezzi passi falsi, colpiscono nel segno con una commedia al limite dell’heist movie e condita con un pizzico di thriller e un’ottima dose di black humor. Tramite personaggi fittizi essa racconta i vizi e le virtù dell’italiano contemporaneo, senza negarsi in finti perbenismi e favori di comodo.
Un’opera che, seppur nei suoi limiti, ripercorre appieno la tradizione della commedia all’italiana, non reinventandola, ma attualizzandola rendendola contemporanea.
Il film verrà distribuito da Medusa film il prossimo 3 novembre in 350 copie. Nell’attesa, vi lasciamo con il trailer del film:

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