Venezia 73: Guida cinegalattica per visitare Venezia: “Tempo d’estate” di David Lean

Venezia e il cinema, il cinema e Venezia, un confine molto sottile e a volte inesistente . Stavolta lo esploriamo tramite la prima produzione hollywoodiana che rese la città lagunare star indiscussa del cinema. Una guida cinegalattica che vi porterà ad esplorare ogni angolo remoto della cittadina.

1955, Londra, il regista David Lean, viene contattato dal produttore Alexander Korda per dirigere un’opera tratta dal testo The Time of the Cuckoo di Arthur Laurents del 1952. Lean, dopo il successo sensazionale dei film sceneggiati dall’amico Noel Coward: La famiglia Gibbon, Spirito allegro, Breve Incontro, si appresterà a dirigere la sua prima megaproduzione hollywoodiana, con un cast stellare. Il set del film fu proprio Venezia. Mai scelta fu più riuscita. Katharine Hepburn, Rossano Brazzi, Isa Miranda e le musiche di Alessandro Cicognini (che riadattò per l’occasione molti brani popolari italiani) completarono il capolavoro.

I funzionari governativi italiani all’inizio erano scettici circa la richiesta del regista David Lean di avere il permesso per poter girare con la sua troupe il film durante i mesi estivi, il culmine della stagione turistica; soprattutto poichè i gondolieri locali, timorosi di perdere i loro introiti estivi a seguito del blocco di alcune aree per le riprese, avrebbero sicuramente minacciato di scioperare in massa.  Il problema si risolse quando la United Artists , per tagliare la testa al toro, fece una generosa donazione al fondo istituito per finanziare il restauro della Basilica di San Marco. In seguito alla donazione, in cassico italian style Lean ottenne subito il permesso, ma dovette promettere al cardinale di Venezia che nessun attore o persona del set fosse vestito con abiti corti o avesse le braccia scoperte nelle aree intorno ai luoghi santi della città.

Genere Romantico
Anno produzione 1955
Attori Katharine Hepburn; Rossano Brazzi; Isa Miranda; Darren McGavin; Mari Aldon; Jane Rose; MacDonald Parke; Jeremy Spenser; Gaetano Autiero; Virginia Simeon; David Lean; Tanya Lopert; André Morell
Registi David Lean
Durata 100
Colore – B/N Colore

Jane Hudson è una donna americana non più giovanissima che arriva a Venezia per una vacanza. La donna è entusiasta del paesaggio, tanto che filma tutto, anche l’arrivo in treno. Sul traghetto che porta dalla stazione alla città, incontra i signori Mcllhenny, americani anch’essi, che stanno girando l’Europa. Per combinazione, abiteranno tutti alla pensione Fiorini. Qui Jane si trova una stanza con terrazzino e una visione mozzafiato su Venezia e la laguna. Inizia così la vacanza, girando per la città e filmando tutto e tutti. Essendo sola, però, ogni tanto si trova malinconica e triste. Un giorno, seduta a un tavolino di piazza San Marco, si accorge di essere osservata da un uomo affascinante seduto poco distante e turbata si allontana in fretta. Poco dopo entra in un negozio di antiquariato per acquistare una coppa di vetro, ed il negoziante è lo stesso uomo. Sempre più turbata, si fa accompagnare da Mauro (un ragazzino che vive di espedienti) nei dintorni del negozio ed inavvertitamente, cade in acqua. Tornata alla pensione, viene raggiunta dall’antiquario che inizia a farle la corte. Affascinata la donna, cede alle lusinghe di Renato de Rossi e inizia a uscire con lui, continuando a frequentarlo anche quando scopre che lui è sposato ma separato. Infine, temendo il logorio del rapporto, parte per tornare in America, con questo stupendo ricordo di un amore estivo.

Al di là delle notissime scene in Campo San Barnaba e da alcune scene girate a San Vio, poco si ritrova riguardo alle specifiche zone di Venezia in cui Lean allestì i suoi set, anche perché comunque molte location riguardano la Piazza e altri luoghi molto noti.
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  • L’ARRIVO

“Crede che potrebbe… non piacermi?”. “Sono certo di sì ma… vede, non a tutti fa lo stesso effetto: alcuni la trovano troppo quieta, altri la trovano chiassosa… ed è molto chiassosa. Ma la maggioranza la trova molto bella”

 
 

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Le sequenze iniziali del film con l’arrivo in stazione e il trasporto dei bagagli fino alla pensione Fiorini

Dopo+ un simpatico colloquio con il passeggero attempato di un treno, Jane Hudson arriva in stazione Santa Lucia a Venezia (l’unica stazione della città, da sempre). Le prime immagini ci avevano mostrato un Ponte della libertà molto più deserto di oggi, mentre il primo impatto con Venezia è subito quello di una grande folla, alla quale Jane chiede subito dove sia la Pensione Fiorini, dove alloggerà. Alla fine decide di prendere il motoscafo (non vaporetto, attenzione) per l’Accademia.

  • IL VIAGGIO IN MOTOSCAFO FINO ALL’ACCADEMIA

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Il Pontile dell’Accademia

L’utilizzo del motoscafo per quella tratta era dovuto all’agilità (e alle contenute dimensioni) dello stesso rispetto al ben più ingombrante vaporetto.
Il tragitto percorso da Jane (durante il quale farà conoscenza con due simpatici turisti americani dell’Illinois) è realmente quello della scomparsa Linea 2. Se si escludono improvvise e immotivate riprese della chiesa della Salute, della chiesa di San Geremia, di Rialto e dello splendidamente affescato Palazzo Barbarigo (non visibili durante il viaggio dalla Stazione all’Accademia), il tragitto è seguito dal suo inizio fino al pontile dell’Accademia, con tanto di fermata davanti al semaforo di Rio del Malcanton (per far transitare una gondola che incrociava) e un’uscita della lancia dei pompieri dalla caserma (che effettivamente è proprio dove ci viene mostrato). L’arrivo è, come detto, al pontile del’Accademia, dove Jane scende per dirigersi verso la Pensione Fiorini.

  • PENSIONE FIORINI

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Jane passa sul ponte dei Barettieri per raggiungere la pensione Fiorini; la balconata della sua camera affaccia su Campo San Vio a più di un km di distanza

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La veduta di Campo San Vio dal retro della pensione Fiorini

Ovviamente la pensione Fiorini, ovvero il luogo dove Jane alloggerà durante tutta la sua permanenza a Venezia, è la location regina del film, esplorata nei suoi interni e nei suoi esterni. E altrettanto ovviamente, per una location tanto importante, non è stato utilizzato un unico luogo. Quando Jane arriva provenendo dall’Accademia, la vediamo passare sopra il Ponte dei Barettieri, un piccolo ponte a nord di Piazza San Marco.  Già qui qualcosa non quadra: dal ponte in cui si trova, Jane guarda avanti e vede un altro ponte (c’è uno stacco): il problema è che il ponte verso cui guarda è quello in cui è, ovvero sempre il Ponte dei Baretteri! Dal ponte comunque, sulla destra, vediamo l’insegna della tanto mitizzata (al tempo frotte di turisti che arrivavano a Venezia la cercavano inutilmente) pensione Fiorini. Quando però Jane dall’interno esce sul terrazzo ecco la prima magia: siamo a più d’un chilometro di distanza, precisamente in Campo San Vio, dove non esiste né esisteva alcun terrazzo. Per il film venne evidentemente costruita una struttura sopraelevata all’altezza dello spazio presente tra i due ponti del campo.
Dalla loro “terrazza artificiale” (mai inquadrata dall’esterno, non a caso, ma sempre con la cinpresa lì sopra appoggiata o quasi) Jane e gi altri inquilini della pensione si godevano la vista sul campo. Ma non è finita qui, perché quando invece Jane si affaccia alla finestra di una delle stanze, scopriamo che siamo in un terzo luogo: la vista sul retro della chiesa di S. M.della Salute e un’altra sulla chiesa di San Giorgio Maggiore ci fanno capire, tramite veloce triangolazione, che siamo in cima ad uno dei palazzi tra le zattere e la Salute, a qualche centinaio di metri da San Vio. Tre diverse location per poter mostrare alcuni dei più begli scorci di Venezia fingendo di essere sempre nel medesimo posto.

  • PRIMO INCONTRO COL PICCOLO MAURO

Sta cercando qualcosa, lady?

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L’incontro con Mauro a Campiello Barbaro

Dopo una prima sistemazione alla Pensione Fiorini, Jane decide di fare una passeggiata per la città, e la vediamo subito arrivare (con una certa coerenza, visto che sta nei pressi) in uno dei campi più suggestivi, utilizzato al cinema innumerevoli volte. Si tratta di Campiello Barbaro, più o meno a metà strada tra San Vio e la Salute (ovvero due delle tre location della Pensione Fiorini). E’ qui che la donna incontra Mauro, un bambinello che diventerà quasi il suo accompagnatore ufficiale e che (non si capisce bene come) Jane si ritroverà sempre tra i piedi. C’è subito simpatia tra i due, anche perché il piccolo (che dice di abitare in una barca) sembra molto più sveglio di quanto non sembri dire la sua età. “Sta cercando qualcosa, lady?” le chiede, proponendogli prima un giro in gondola, poi delle cartoline… Jane le cartoline alla fine gliele compra, ordinandogli però di usare quei soldi per prendersi qualcosa da mangiare…

  • IL BAR DELL’INCONTRO CON RENATO

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L’incontro tra jane e Renato al bar Chioggia in Piazza san Marco

Il primo impatto con Venezia sembra essere entusiasmante, per Jane: mille le cose da vedere raccolte soprattutto in piazza San Marco, come ben si vede da un po’ di “cartoline” tipiche, dal Palazzo Ducale alla campana coi mori, la piccola cinepresa per riportare in America meravigliosi ricordi… Arriva così la meritata sosta in piazzetta ovvero la piazza a ridosso di Piazza San Marco, ai tavolini del Bar Chioggia, uno dei bar storici di San Marco. E’ qui che, mentre attende che il cameriere le porti ciò che ha ordinato, Jane si avvede della presenza, al tavolino dietro al suo, di un affascinante uomo di mezz’età (Rossano Brazzi, che sta leggendo La gazzetta dello sport!). Sguardi fugaci tra i due, ancora nessuna parola, ma è subito chiaro che esiste un’intesa. Scioccata dalla cosa, Jane si alza e se ne va.

  • PENSIEROSA SOTTO AL BAUER

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La scalinata di Campo San Moisè

Dopo il breve scambio di frasi con Renato al bar, Jane si trova spiazzata: sta succedendo qualcosa, in lei, ma forse non sa bene nemmeno lei cosa. Di sicuro è turbata e, dopo essere fuggita dal bar Chioggia, la ritroviamo seduta pensierosa sugli scalini di campo San Moisè, un campo non lontano da Piazza San Marco sul quale affacciano l’omonima chiesa, il prestigioso Hotel Bauer e, negli ultimi anni, alcune vetrine dei più famosi marchi dell’alta moda. Lo stesso luogo lo avevamo intravisto poco prima, quando Jane era in visita per la città: un’inquadratura che mostrava la chiesa di San Moisè ripresa da dietro il ponte che porta verso Piazza San Marco.

  • AL BAR CON MAURO

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Il bar in campo Santo Stefano

Lasciando che il piccolo Mauro la accompagni nel suo viaggio per la città, Jane ad un certo punto farà sosta in uno dei tanti bar veneziani con sedie e tavolini sul campo coperti da tende per ripararsi dal sole. Lei beve qualcosa, lui mangia un gelato. Quando Jane decide di alzarsi e di “andare a far compere”, lascerà il piccolo da solo al bar lasciandogli in regalo addirittura una sigaretta “americana”. Il bar, che esiste ancor oggi dopo aver cambiato nome innumerevoli volte, è in Campo San Stefano, uno dei maggiori della città, ed è lo stesso dove qualche anno più tardi si fermeranno a bere qualcosa anche Florinda Bolkan e Tony Musante in Anonimo veneziano.

  • IL NEGOZIO DI RENATO

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Campo San Barnaba vista dal negozio di antichità

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La caduta di Jane a Campo San Barnaba

La seconda locaton chiave del film è il negozio di antichità di Renato De Rossi, dove Jane casualmente rincontrerà l’uomo del suo destino dopo essersi innamorata di un calice di vetro rosso lì in esposizione. Entra senza immaginare di ritrovare proprio lì colui che aveva conosciuto il giorno prima al bar Chioggia in Piazza San Marco. Chiede semplicemente informazioni sul prezzo dell’oggetto, ma appena alza gli occhi si accorge di chi ha di fronte. E’ qui che il rapporto tra i due fa il decisivo scatto in avanti: lui dimostra di saperci fare, lei finge di non essere troppo interessata alle attenzioni di lui ma naturalmente capisce di essere già attratta dall’uomo.  Compra il calice che Lean fece soffiare ben sei volte prima di trovare il colore desiderato, esce, ma ritornerà al negozio non troppo tempo dopo (senza tuttavia ritrovare Renato). Sarà proprio davanti al negozio, che come si dice anche nel film è in Campo San Barnaba, che avrà luogo una delle scene più memorabili:. Jane Hudson, assistita dal piccolo Mauro, cade nel canale quando arretra per meglio fotografare il negozio di Renato. La protagonista Katharine Hepburn, protestò circa il fatto che fosse pericoloso per la sua salute tuffarsi nel canale e che avrebbe necessitato di una controfogura, ma il regista Lean no era d’accordo, si sarebbe notato palesemente sullo schermo se ci fosse stata un’altra persona al suo posto a compiere il “tuffo” nel canale. Il gregista così fece riempire il canale con un disinfettante che fece reazione con l’acqua causando uns leggera schiuma. La situazione così peggiorò ancora e l’attrice proprio non ne voleva sapere; a ciò si aggiunsero le quattro riprese che il regista volle effettuare finchè non fosse soddisfatto del risultato. La stessa notte gli occhi dell’attrice iniziarono a prudere e lacrimare. All’attrice fu diagnosticata una rara forma di congiuntivite che non guarì mai completamente.
Il negozio esiste ancora, anche se oggi si chiama “Lanterna magica” e… vende giocattoli !
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Il negozio di Giocattoli Lanterna Magica

 

  • A LEGGERE MENTRE ARRIVA MAURO

Gondola, lady?

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Piscina Sant’Agnese a Dorsoduro

Jane è appoggiata ad un pozzo dietro a una fontanella a consultare una mappa della città quando arriva il solito Mauro, che cerca di piazzargli qualche penna Parker 51 da regalare ai fratelli… Lei gli parla gentilmente, si diverte a vedere l’intraprendenza del piccolo, ma le penne alla fine non gliele compra. Gli annuncia di voler andare in Campo San Barnaba e di essersi persa. Ma lei dove si trova?  Siamo in Piscina Sant’Agnese a Dorsoduro, un piccolo campo a ridosso delle Zattere, l’ampia fondamenta che dà sul Canale della Giudecca. Un campo poco conosciuto, nascosto, che mantiene ancor oggi in qualche misura il fascino di un tempo. La fontanella con cui Jane e Mauro si sciacquano la faccia è ancora lì.

  • IL FIORE NELL’ACQUA E IL PRIMO BACIO

I love you

Dopo aver assistito in Piazza San Marco con Renato a un concerto durante il quale si farà regalare una gardenia da un venditore ambulante, Jane si lascia accompagnare sempre dall’uomo in una passeggiata notturna lungo i canali. Ad un certo punto i due si fermano su un ponte: E’ là che sono nato, dice lui. La casa non la vediamo, ma possiamo ritrovare invece il ponte in cui i due hanno sostato e sotto al quale vedono passare una barca. Siamo sul ponte Racheta, nel sestriere di Cannaregio, e il ponte che i due vedono di fronte a loro è il caratteristico ponte Chiodo, uno dei pochissimi rimasti senza ringhiere (anticamente lo erano quasi tutti i ponti, a Venezia). E’ qui che Jane perderà in canale la gardenia senza che Renato riesca a recuperarla.  Egli accompagnerà poi Jane fino alla sua pensione, fermandosi poco prima in un sottoportico. Nessun trucco, per una volta: siamo davvero poco sotto il ponte accanto a quello dei Baretteri, dove effettivamente era ubicato il falso ingresso della Pensione Fiorini, e il ponte sullo sfondo è chiamato ponte dei Pignoli. Un sottoportico all’ombra del quale per la prima volta Renato bacerà Jane sentendosi ricevere in cambio un “I love you” e un appuntamento al giorno successivo.

  • IN GITA A BURANO

Delizioso, meraviglioso !

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Burano

L’idillio tra Jane e Renato, dopo un breve litigio con conseguente rappacificazione e passaggio notturno ancora una volta sul già visto Ponte Chiodo durante i fuochi artificiali del redentore, continua nel migliore dei modi, e raggiunge nella gita in motoscafo verso le isole il suo culmine, in cui l’amore tra i due si accende di passione. Renato la fa scendere in Fondamenta di Cao Moleca a Burano: e le fa fare un giro nella suggestiva isola. Vediamo Jane fermarsi a bere a una fontana lungo la fondamenta di Cavanella e affacciarsi alle finestre di una casa azzurra, prima di ritrovarsi al tramonto distesa tra l’erba con lo sfondo in lontananza della chiesa principale di Torcello. Una parentesi di grande suggestione che permette di far capire quanto il film non si fermi a riprendere solo paesaggi scontati o cartolineschi.
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La chiesa di Torcello vista da Burano

 

  • DOPPIO ADDIO

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Campo Dell’Abazia

E’ stata una vacanza meravigliosa, ma la storia tra lei e Renato non può continuare, e la decisione di tornare in America, a casa, pare irrevocabile. Renato non capisce, chiede perché non si possa continuare, ma Jane non ha nemmeno voglia di dare troppe spiegazioni. La storia deve finire ed è finita.  Lui la abbraccia ancora, lei ha le lacrime agli occhi. I due sono nel suggestivo Campo de l’Abazia, un altro luogo molto caro al cinema. Li vediamo parlarsi sul ponte di legno che dal campo parte per dirigersi verso la Misericordia e scenderne quasi abbracciati.
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L’approdo del traghetto di Santa Maria del giglio sul Canal Grande

Li ritroveremo per un ultimo addio al traghetto di Campo Santa Maria del Giglio.
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Il lungo addio alal stazione di Santa Lucia

Certo, ci sarà l’ultimo incontro alla stazione di Santa Lucia, ma la love story, si conclude qui.
Ma Venezia continuerà a vivere di film, per sempre.

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